Si prevedono forti disagi, domani martedì, per chi proviene o è diretto verso il capoluogo, l’autostrada e la valle del Crati. Dalle 9 alle ore 14, infatti, la strada statale 660, trafficata arteria, resterà chiusa per lavori di ripristino del manto stradale e per la sistemazione dei vari dossi formatisi. Gli interventi urgenti interessano un tratto di un paio di chilometri, situato a ridosso del centro abitato, in località Serra di Buda. I lavori erano stati sollecitati all’Anas, qualche mese fa, direttamente dal sindaco Tenuta visto la gravità del problema ed il pericolo, per cose e persone, ad esso connesso.
Nello stesso incontro, a cui partecipò anche l’assessore comunale ai lavori pubblici, Fabbricatore, si parlò anche dei lavori da ultimare in località Chianette che prevedono la realizzazione di una galleria di ottocento metri (parzialmente terminata) e di un viadotto. Entrambe le opere, per un costo di circa trenta milioni, furono iniziate nel 2006 ed a tutt’oggi sono incomplete.
Nei giorni scorsi, però, pare si sia concluso il contenzioso che vedeva di fronte l’Ente appaltatore, ovvero la Provincia, e la ditta vincitrice per cui i lavori dovrebbero riprendere a breve e riguarderanno la bitumazione e l’installazione dei guarda rail sul viadotto mentre per l’utilizzo della galleria, è necessaria solo l’installazione dell’illuminazione. La realizzazione della galleria e del viadotto, si sono resi necessari al fine di bypassare la frana di Serra di Buda, alle porte della città, vera e propria spada di Damocle.
Nel 1999 l’Anas fu costretta a chiudere al traffico il tracciato per quaranta giorni e non pochi furono i disagi, i malumori e le polemiche. Per un mese e mezzo gli utenti furono costretti a percorrere l’angusta e pericolosa strada comunale, Schito-Vagno, mentre i mezzi pesanti la provinciale Santa Sofia-Bisignano con notevole allungo dei tempi. Sono, oramai, nove anni che la comunità e l’intero comprensorio aspettano una viabilità sicura e veloce, in virtù anche del fatto che la frana di Serra di Buda, monitorata 24 ore su 24, continua a muoversi, seppure nei limiti consentiti, e la probabilità chi richiudere il tracciato è sempre dietro l’angolo.